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Figli insicuri di genitori perfezionisti

Roma 18 giugno 2015

 

A cura del dott. Marco Salerno psicolgo psicoterapeuta a Roma

 

Un bambino insicuro e’ il figlio di genitori che riversano su di lui le aspettative e  bisogni, che hanno nella loro mente l’idea di un figlio perfetto a cui sono disposti a dare tutto ma da cui esigono anche tutto. Giuseppe Saggese, presidente della Società italiana di pediatria parla della “sindrome del piccolo campione” secondo la quale un figlio deve riuscire in ogni ambito della propria vita, nello sport, nella musica, nel tempo libero, nella scuola, non e’ ammesso errore o fallimento. L’unico obiettivo e’ quello di raggiungere il successo in ogni situazione in cui si cimentano, poggiando sulle spalle dei loro figli un peso ingestibile, quello dell’inaccettabilita’ del fallimento. In questa prospettiva non e’ ammesso l’errore ma solo la perfezione. Se ci guardiamo attorno ci renderemo conto che i bambini sin da piccoli sono iperstimolati ad intraprendere molteplici attivita’ e hanno pochissimo tempo libero con del vuoto fertile di cui disporre per imparare ad annoiarsi. Le pressioni e le richieste della societa’ sono sempre piu’ alte e distanti dai reali bisogni del bambino, considerato come un adulto in miniatura e obbligato ad uscire il prima possibile dell’infanzia per incamminarsi verso l’eta’ adulta.

Selfie generation

Roma 23 aprile 2015

 

a cura del dott. Marco Salerno

 

Nel libro “generation me” la psicologa Jean M. Twenge della San Diego University, descrive in modo approfondito le caratteristiche della generazione di persone nata tra gli anni ’80 e ’90 che si distingue  per essere stata incoraggiata a sviluppare l’autostima e a perseguire i propri diritti sin dall’infanzia grazie alla libertà e all’indipendenza di cui disponevano, alimentando le aspettative di successo sulla propria vita. Questo ha determinato un vero divario tra gli obiettivi che immaginavano di raggiungere e le opportunità offerte dalla realtà. La psicologa descrive la “generation me” composta da persone che vogliono sentirsi liberi dai condizionamenti sociali e prendere le proprie decisioni, credendo di avere a disposizione un potenziale illimitato di scelta. Quando questo non avviene assumono un atteggiamento cinico e disilluso perché il mondo non rispecchia le loro aspettative. Ma cosa distingue la “me generation” dalle generazioni precedenti? Jean M. Twenge ne identifica sei aspetti  caratterizzanti:

 

Il narcisismo covert e overt

Roma 15 aprile 2015

 

a cura del dott. Marco Salerno

 

Il disturbo narcisistico di personalità è stato studiato per primo dal Freud che ha individuato nella fase narcisistica la seconda fase dello sviluppo psicosessuale successiva a quella dell’autoerotismo e precedente a quella dell’amore oggettuale. Freud non considera il narcisismo come patologico in sé ma descrive la regressione o fissazione alla fase narcisistica come patologica. La causa di questa regressione o fissazione è dovuta alla presenza di una madre percepita inaffidabile e poco presente nel prendersi cura del figlio, determinando in questi l’idea solo lui potrà prendersi cura di sé stesso. Successivamente anche Otto Kernberg e Heinz Kohut hanno approfondito questo tema. Kerneberg riconduce lo sviluppo del narcisismo patologico alla mancanza di cure da parte di genitori anaffettivi o passivo aggressivi nei confronti dei figli, i quali per difendersi da questa situazione sviluppano una percezione grandiosa di sé. Non è un caso che spesso questo tipo di persone immaginano di avere un talento speciale o che venga riservato loro un futuro esclusivo o di essere superiori agli altri per attutire un mondo familiare anaffettivo.

Teorie sull’amore

Roma 7 aprile 2015

 

a cura del dott. Marco Salerno

 

Psicologi e ricercatori hanno proposto un numero di differenti teorie sull’amore, considerato una emozione umana di base non  facilmente comprensibile pur coinvolgendo ogni persona. Sono state individuate cinque macro approcci teorici che descrivono l’amore in modo approfondito. Lo psicologo Zick Rubin sostiene che l’amore è composto dai seguenti tre elementi di base: l’attaccamento, il prendersi cura e l’intimità. Per attaccamento si intende il bisogno di ricevere cure, approvazione e contatto fisico con un’altra persona, il prendersi cura invece si riferisce ad una azione attiva tramite cui ci si prende cura di chi si ama, valutandone i bisogni nello stesso modo con cui si valutano i propri, mentre con il termine intimità ci si riferisce alla propensione di condividere pensieri, desideri e sentimenti con un’altra persona. Oltre  a questo modello dell’amore è possibile annoverare quello della psicologa Elaine Hatfield la quale rintraccia due tipi di amore di base: l’amore compassionevole e l’amore appassionato. L’amore compassionevole è caratterizzato da rispetto reciproco, attaccamento, affetto e fiducia e per sentimenti di comprensione e rispetto reciproco.

Sexting: quando la trasgressione viaggia on line

Roma 29 marzo 2015

 

a cura del dott. Marco Salerno

 

Una iniziativa della Polizia di Stato mirata a sensibilizzare gli adolescenti ad un corretto uso della rete, ha evidenziato che il 4% dei minorenni ha un account su un motore di ricerca di sconosciuti disponibili nei dintorni e tra i giovani sia maggiorenni che minorenni 1 su 5 ha avuto un’esperienza di una relazione virtuale per poi passare all’incontro reale. Di questi il 12% ha scelto di avere un incontro reale per curiosita’ mentre il 7% era motivato dal desiderio di avere un rapporto sessuale. Questi dati ci forniscono la chiara indicazione che le relazioni affettive degli adolescenti si sviluppano sempre piu’ in rete, piuttosto che di persona, attraverso lo scambio di foto intime, messaggi allusivi ed incontri fugaci. Le nuove tecnologie unite alla diffusine dei social network ha determinato una trasformazione dell’affettivita’ la quale viene sempre piu’ sessualizzata perdendo la componente della scoperta e della emotivita’. Il fenomeno che piu’ attesta questa trasformazione e’ quello del sexting che è la nuova “moda” di fotografarsi nudi e/o in atteggiamenti provocanti e inviare le immagini ad amici, partner o altri tramite e-mail o sms. La parola sexting è un neologismo tra sex e texting e sta ad indicare l’uso di apparecchiature elettroniche, sopratutto cellulari, come mezzi per scambiare foto erotiche e /o di nudo.

GRUPPO DI SOSTEGNO PSICOLOGICO A ROMA PER MIGLIORARE LA PROPRIA AUTOSTIMA E COSTRUIRE RELAZIONI AFFETTIVE SODDISFACENTI

Che cosa è l’autostima: è la valutazione che una persona ha di se’, delle proprie capacità e del modo di stare al mondo; è il senso di auto accettazione, un atteggiamento positivo verso se stessi e l’intima consapevolezza del proprio valore. Stimare se stessi significa non mettere in discussione la propria importanza ed essere capaci di assumersi la responsabilità delle proprie scelte e stabilire un rapporto costruttivo con gli altri.

 

Perché partecipare ad un corso sull’autostima:  Hai scarsa fiducia in te stesso? Hai difficoltà ad ascoltarti e ad individuare obiettivi realistici e coerenti con le tue aspirazioni? Ricerchi l’approvazione degli altri  e i tuo umore dipende da chi ti sta vicino? Riconosci di non metterti spesso in gioco e di rischiare? Provi spesso ansia e i tuo umore cambia velocemente durante la giornata? Non riesci ad esprimere le tue emozioni per paura di essere giudicato? Se la risposta a queste domande è affermativa questo corso fa al caso tuo!

 

Un sano livello di autostima è la premessa fondamentale per ri-trovare il proprio benessere psico-fisico, per diventare consapevoli dei propri bisogni ed imparare a soddisfarli, liberi dalle paure e da sensi di colpa. Stare bene con se stessi è una condizione necessaria ed indispensabile per vivere con consapevolezza la propria vita e per sviluppare relazioni affettive soddisfacenti. Avere fiducia in sé e migliorare la propria autostima consente di fare scelte consapevoli e volontarie nel rispetto della propria persona in linea con i propri obiettivi e di sviluppare relazioni chiare, assertive e paritarie.

 

Obiettivi del corso: lo scopo del ciclo di seminari teorico esperienziali è quello di guidare i partecipanti verso il riconoscimento dei propri bisogni ed emozioni, la consapevolezza della stima di sé e l’auto accettazione. Si propone di individuare le convinzioni e i pensieri che impediscono di fare scelte in linea con i propri desideri più profondi, di imparare a dire di “no” ed esprimere i propri sentimenti positivi e negativi senza sentirsi in colpa. Inoltre si acquisirà la capacità di mettere dei limiti, di sviluppare un comportamento assertivo, di chiedere aiuto e di perdonarsi.

 

Struttura del corso   Il corso è composto dai seguenti 8 incontri:
  1. Autostima: vincere la voce critica interiore, smettere di giudicare negativamente se stessi e sviluppare strategie positive per accrescere l’autostima. 18 marzo 2015
  2. I pensieri negativi che minano l’autostima: riconoscere le modalità di pensiero negative che minano l’autostima. 1 aprile 2015
  3. Imparare a dire di no: sviluppare l’autoefficacia, riconoscere il diritto di dire no, di mettere dei limiti e di cambiare idea nel rispetto dei propri valori, pensieri ed emozioni. 15 aprile 2015
  4. Esprimere e riconoscere le emozioni: contattare le emozioni e riconoscere i sentimenti, contrapporre l’espressione alla repressione emotiva, abbandonare il controllo della ragione e dar libero spazio all’emotività per trovare un equilibrio tra ragione e sentimento. 29 aprile 2015
  5. Dipendenza affettiva: quando l’amore diventa una malattia. 13 maggio 2015
  6. Manipolazione affettiva: riconoscere e liberarsi da un manipolatore affettivo. 27 maggio 2015
  7. Affrontare la paura del rifiuto: distinguere la paura di amare dalla convinzione di non essere degni d’amore. 10 giugno
  8. Imparare a stabilire relazioni affettive soddisfacenti: i 10 passi per costruire una relazione di coppia appagante. 24 giugno   
QUANDO: il corso teorico esperienziale si svolgerà il mercoledi ogni due settimane a partire dal 18 marzo 2015  dalle ore 19.00 alle 20.30 DOVE: Roma EUR, presso Studio di Psicologia in Via Divisione Torino 29 metro B Laurentina COSTO: il costo di ogni incontro è di € 50. La partecipazione e’ da intendersi al numero totale (8) degli incontri. CONDUTTORI DEI GRUPPI:

 

 

Dott. Marco Salerno, psicologo e psicoterapeuta a orientamento umanistico integrato Sito web: www.dottmarcosalerno.com

 

Dott.ssa Ilaria Monticone, psicologa e psicoterapeuta a orientamento umanistico integrato COME ISCRIVERSI CORSO: inviare una mail di richiesta a uno dei seguenti indirizzi di posta elettronica:

 

buy kamagra in dublin             ilaria_monticone@hotmail.com o telefonare ai seguenti numeri di telefono:  3474661496   3495311411

MIGLIORARE LA PROPRIA AUTOSTIMA E COSTRUIRE RELAZIONI AFFETTIVE SODDISFACENTI

Il Dott. Marco Salerno e la Dott.ssa Ilaria Monticone presenteranno il  ciclo di  incontri:

 

 

EVENTO GRATUITO il 4 marzo 2015   Obiettivi del corso:

 

Liberarsi dalla dipendenza affettiva e dai manipolatori affettivi

 

Imparare a dire di “no” e a chiedere nel bisogno

 

Affrontare la paura del rifiuto e vivere appieno la propria vita

 

Esprimere e riconoscere le emozioni

 

Vincere la voce critica interior

 

Migliorare la qualita’ dei rapporti affettivi

 

QUANDO: il seminario teorico esperienziale gratuito si svolgerà il 4 marzo  dalle ore 19.00 alle 20.30

 

DOVE: Roma EUR, presso Studio di Psicologia in Via Divisione Torino 29 metro B Laurentina

 

CONDUTTORI DEI GRUPPI: Dott. Marco Salerno, psicologo e psicoterapeuta a orientamento umanistico integrato Sito web: www.dottmarcosalerno.com Dott.ssa Ilaria Monticone, psicologa e psicoterapeuta a orientamento umanistico integrato

 

COME ISCRIVERSI ALL’EVENTO GRATUITO: inviare una mail di richiesta a uno dei seguenti indirizzi di posta elettronica: dottmarcosalerno@gmail.com             ilaria_monticone@hotmail.com

 

o telefonare ai seguenti numeri di telefono:  3474661496; 3495311411

Genitori manipolatori

Roma 9 febbraio 2015

 

A cura del dott. Marco Salerno

 

 

I genitori sono la fonte di protezione, rassicurazione, accoglienza e amore incondizionato che agiscono per il bene dei figli e favoriscono la loro crescita, soddisfando i loro bisogni e  favorendo l’acquisizione dell’autonomia. La coppia genitoriale e’ composta da due individui  distinti, che vivono, agiscono e pensano a seconda del grado di consapevolezza e di maturazione affettiva emotiva che hanno raggiunto. E’ possibile distinguere genitori sani ed equilibrati che allevano i loro figli amandoli in modo nutriente e responsabile, riconoscendoli come esseri viventi a se’ stanti. Sono consapevoli dei loro punti di forza e dei loro limiti, desiderosi di migliorarsi e di ascoltare i propri figli per garantire loro una  vita equilibrata ed emotivamente soddisfacente. I genitori affetti da problemi psicologici, da nodi esitenziali irrisolti, da dipendenze e da patologie psichiatriche, situazione molto diffusa piu’ di quanto si possa immaginare, manifestano ogni giorno nella relazione con i figli il loro disagio  sotto forma della manipolazione affettiva. Essere genitori non implica avere la capacita’ di amare consapevolmente i propri figli, un genitore e’ colui che genera i figli fisicamente o li adotta ma sono solo le singole persone che attribuiscono un significato autentico  a questo ruolo. Coloro che pur essendo genitori, vivono nella relazione con i figli le loro ferite infantili, si caratterizzano per un alto grado di immaturita’ che crea un clima emotivamente tossico nella famiglia. (Leggi anche: I ruoli familiari in una famiglia narcisita)

levitra daily mail

Roma 6 febbraio 2015

 

a cura del dott. Marco Salerno

 

Ci chiediamo mai quanta ansia, delusione e frustrazione  assorbiamo da chi ci circonda e da noi stessi? E’ arrivato il momento di decidere se la nostra vita e’ un cassonetto da riempire di malessere o un’occasione unica per esprimere al meglio chi siamo in sintonia con i nostri desideri e i bisogni piu’ profondi. Ogni volta che subiamo l’effetto dell’ira, dell’ansia e della tristezza paghiamo con la nostra salute, con i disturbi che ne conseguono sia sul piano fisico  che su quello psicologico. David J. Pollay definisce queste situazioni con il termine “spazzatura emotiva” proprio perche’ ci inquinano e ci distraggono da quello che e’ veramente importante per noi. Quando qualcuno libera su di noi ansie, preoccupazioni, rabbia, attiviamo una difesa personale negativa che consiste nell’ utilizzare abitudini e modalita’ di pensiero autodistruttivi che ci impediscono di vivere la nostra vita e ci distraggono dai nostri obiettivi.  Ci sentiamo investiti di un peso che non vogliamo, di una responsabilita’ per azioni ed eventi di cui non siamo protagonisti ma da cui non riusciamo a sottrarci. La “spazzatura emotiva” la produciamo anche noi sotto forma di ricordi negativi che appartengono al passato e che continuano a vivere nel presente nella nostra mente, dipingendo aspettative fosche per il futuro.